Vi presento il primo romanzo della mia amica Livia, pubblicato nel 1976 a sue spese, in una tipografia, al costo di un milione di lire. Cara,amata amica mia! Ha ragione di affermare di essere incompresa ed ignorata dai "crudeli Editori"solo perchè sconosciuta e senza raccomandazioni. Questo è un libro straordinario. Ecco una breve critica di "MIA CUGINA".NELLA FORNACE DEGLI UOMINI (trama)di Margherita GauthièrIl romanzo inizia con un dialogo che si svolge in un manicomio criminale fra Anna Linda, schizofrenica omicida e l’equipe degli psichiatri. Prosegue con le confessioni che la donna fa, raccontando il suo passato scabroso “ai fogli bianchiâ€. Nonostante le sconvolgenti esperienze vissute dalla protagonista, queste pagine risultano poeticamente liriche e riescono ad assorbire ogni scabrosità . Il linguaggio di questo libro è spesso simbolico e complesso, sì che oserei consigliarne la lettura a persone preparate letterariamente e psicologicamente. Comunque l’umanità che emana dalla tragica storia di questa donna è così intensa da poter offrire il libro alla portata di un più vasto pubblico. ********************** Margherita Gauthièr è alla sua prima pubblicazione, ma ha al suo attivo vari lavori. Ricordiamo gli altri romanzi: “La casa delle candeleâ€, “Tìasoâ€,“A zonzo per l’Australia sulla coda della cometaâ€, “Scorribande americane ovvero A.A.A. marito americano cercasi â€. Ha inoltre scritto un romanzo in versi liberi (esattamente 6.000) “Come le luccioleâ€, una raccolta di poesie intitolata “Nostalgie†ed una raccolta di novelle “Racconti brevi e racconti delle chat-line†. Inoltre il suo cassetto è colmo di diari, racconti, novelle, sogni, lettere e riflessioni. Sono tutti lavori che io ritengo valide per un più vasto pubblico perché s’inquadrano ottimamente nella problematica della narrativa realistica moderna. Francesca Bressi Leopardi******************** “A che vale raccogliere i gelsomini della vita se aprendo le mani scoprirai cardi bruciati?… Così non c’è posto per l’artemisia sui dirupi, per le lucciole nelle valli, per le formiche che corrono in fila indiana, per Graziella che canta “bandiera rossaâ€. Così non c’è più posto per nessuno nel mondo. Tutto è fucina, fornace e armeria e nessuno ricorda più il suo incarico … riapro gli occhi sulle regole dei miei istigatori: un pascolo maledetto di polipi sui bracieri, stalle di millenni colme di speculazioni, equipaggiamenti logori di demoni arenati … “ Anna Linda
Come le mie fedeli amiche Livia e Saffo, anch'io vorrei conoscere tutti i cittadini della Terra.TUTTI TUTT! Ringrazio Tom con questa sua geniale idea di network mondiale di MYSPACE. Però quanti mali oggi aleggiano sulle esistenze dei contemporanei! Come riuscire a sanarli ritrovando una reale pace fra tante guerre e risanando l'ecologia del Pianeta così tanto sfruttato e scarsamente rispettato? Nello Zibaldone dico: "I mali di cui soffre l'Umanità non devono essere giustificati, ma ogni volta che è possibile, SOPPRESSI e, quando non è possibile, DENUNCIATI COME TALI, senza alcun "conforto stolto"... senza alcuna giustificazione!" Negli uomini io noto ancora oggi, nonostante le straordinarie scoperte ed innumerevoli NUOVE CONOSCENZE, delle eccessive tendenze antropomorfiche e, la cosa più grave sono le sue PRETESE ANTROPOCENTRICHE. Ormai lo sappiamo bene che il Sistema Tolemaico delle stelle fisse e della terra al centro dell'Universo e stato superato! La Terra ha 5 miliardi di anni, ma l'Universo ne ha addirittura 15 di miliardi. Quindi si sa per certo che nelle galassie ci sono milioni e milioni di Pianeti simili alla nostra Terra e quindi, dove c'è acqua, ci saranno esseri umani più o meno formati chimicamente come noi. Quindi queste PRETESE ANTROPOCENTRICHE di certi uomini, soprattutto di certi governanti, devono cessare di esistere. So bene che per molto ancora non sarà possibile scoprire o incontrare UMANOIDI DI ALTRI PIANETI, ma il fatto di sapere con certezza che essi ci sono, dovrebbe farci scendere dai nostri statuari ma stupidi piedistalli e "AFFRATELLARCI" con tutti, dico tutti i popoli dei 5 continenti. E così, ricordando il famoso film di Robert Wise del 1965, dovremmo andare verso il futuro prossimo o più lontano TUTTI INSIEME APPASIONATAMENTE! QUINDI BASTA CON TUTTE LE DIVISIONI RAZZIALI, RELIGIOSE E POLITICHE! Se diciamo un "BASTA" O "STOP" tutti insieme appassionatamente, il futuro sarà diverso e certamente MIGLIORE. Ascoltate il vostro amico poeta Giacomo Leopardi. ***********************************************************
Amo principalmente la musica classica dei Grandi Musicisti come Mozart, Wagner, Beethoven, Bach, List, Grieg, Offenbach ecc. ecc. Ma quelli che mi mettono particolarmente di buon umore sono i valzer di Strauss. Insieme a Livia poi condivido la passione per le Opere immortali di Giuseppe Verdi ed ascolto "La Traviata" sempre con lo stesso interesse della prima volta. E' una musica immortale e la Triste storia della SIGNORA DELLE CAMELIE, Margherita Gauthier, mi emoziona fino alle lacrime.
Cari amici, vi presento un altro romanzo scritto dalla mia amica livia "LA CASA DELLE CANDELE". Lei simpaticamente lo definisce il "romanzo-incompreso" perchè e da anni che tenta di farlo pubblicare gratuitamente da un buon Editore,ma purtroppo senza successo. Comunque, noi tutti amici lo apprezziamo e lo teniamo nelle nostre librerie nel formato economico della copisteria. ****************************** LA CASA DELLE CANDELE (breve critica)La vacanza in un’isola. La protagonista bizzarra e affascinante, eroina divorziata dei nostri tempi, con tanta voglia di viaggiarsi dentro per carpire le più intime motivazioni delle proprie azioni quotidiane e dei propri errori; con la paura di far emergere desideri latenti e antichi fantasmi… Insieme a lei ci si può inoltrare fra spiaggette naturiste, faraglioni, pleniluni, incontri, ricordi descritti con accorta abilità . Gli altri personaggi di questo romanzo sono filtrati attraverso un’inquieta e appassionata sensibilità femminile. Erotismo e notazioni poetiche si intrecciano con nostalgia, rabbia e amore. La poesia delle terre italiane, il naufragio sull’Isola del Giglio e poi il Capitano Mirà ge, un uomo bello, austero, speciale ed inoltre, piccolo complice: un canotto giallo che, con gli occhi innamorati, lei vede un veliero. Questo racconto è uno specchio di vita e ci inoltra piacevolmente nella grande “grande avventura esistenzialeâ€, con i suoi inevitabili dolori, con le gioie, le passioni, le malinconie, i ricordi, tutto il bene ed il male del vivere terrestre.
-TRAMA- "LA CASA DELLE CANDELE" Anni ’70. Estate. La storia è ambientata in un campeggio dell’Isola del Giglio. I personaggi principali sono: Giulia Della Torre (narratrice), una trentenne insegnante di Lettere in una borgata di Roma, con l’hobby della scrittura, dei viaggi specialmente nelle isole, del giardinaggio…; separata da poco, convive con due figlie piccole, Cleide e Larissa, bimbe allegre ed entusiaste della loro mamma dinamica e polimorfa. Protagonista maschile è Valerio Tebaldi, trentacinquenne, capitano di Lungo Corso; incaricato come accompagnatore di sostegno di alcuni ragazzi caratteriali di una scuola privata di Livorno; suo grande hobby è veleggiare in mare, con qualsiasi mezzo galleggiante. Francesca, amica di “palazzo†di Giulia, con un figlioletto agitato e rumoroso di nome Valentino. Altri personaggi particolari sono Titti, antica compagna di Giulia ed Ottavio, collega di Valerio… e gli ospiti di un intero campeggio. Ultimi due personaggi cardinali sono un canotto blù e giallo di marca “Mirà ge†ed una tenda canadese biposto, ben piantata nel secondo pianoro del Camping “Baia del soleâ€. Tornando a Giulia è necessario premettere che il suo matrimonio era fallito perché non basato su solide fondamenta. Giulia e suo marito erano stati compagni di città , di Università , di goliardia e contestatori sessantottini. Lei, dopo le due bimbe, era divenuta responsabile e lavoratrice, lui invece era rimasto eterno studente, goliarda, donnaiolo e perdigiorno, e dilapidava a più non posso il patrimonio paterno. Un amore extraconiugale lo aveva coinvolto al punto tale da farlo uscire dalla loro vita. Erano addivenuti ad una separazione consensuale ma ognuno provvedeva a se stesso e naturalmente Giulia provvedeva per tre. Sua grande consolazione erano le bambine e le svariate amiche, quasi tutte single o divorziate. L’inverno della separazione per Giulia è triste, ma insieme al freddo e alla tristezza, l’imminente estate le mette una frenesia di viaggiare e conoscere posti e gente nuova. Con Francesca, una sua amica di borgata, organizza una vacanza all’Isola del Giglio ed una mattina di luglio ha l’ardire di caricare sulla sua Fiat 127 amica, tre bimbi, due tende canadesi, sacchi a pelo, tavolini, canottini, pentolame… ecc. tutto l’occorrente per una discreta vacanza di un mese. Nel tardo pomeriggio si parcheggiano nell’unico superaffollato camping dell’isola. Con mani esperte Giulia tira prima sù la sua tenda a quattro posti e poi aiuta Francesca a tirar su la sua un po’ vecchiotta e sbilenca, regalo di suo marito-tirchio. Sul pianoro sopra di loro, un bell’uomo in shorts e camicia a quadri, seduto su uno gabellino con le gambe accavallate, osserva divertito il loro rumoroso “attendaggioâ€. A sera si presentano e lui le spiega che da psicologo segue un gruppo di ragazzi particolari di Livorno, in vacanza nell’isola. Presenta loro anche un bell’uomo bruno, suo collega di Scuola, Ottavio. La prima sera si ritrovano tutti insieme a far baldoria sugli scogli ed a cantare al suono della chitarra strimpellata da Giulia. Il capitano racconta anche di alcuni suoi viaggi extraeuropei; ritiene che il più bel posto sia il mar dei Caraibi, con le favolose isole delle Antille. Anche Giulia parla dei suoi viaggi, pochi rispetto a quelli di Valerio, ma molto più avventurosi, specialmente il viaggio Roma-Vienna-Parigi, fatto in autostop con la sua carissima amica Titti. Parla anche di speciali camping nei campi nudisti di isole francesi e jugoslave: a 30 anni è una patita dell’abbronzatura integrale. A quel punto il capitano le fa un invito ad accettare un passaggio sul suo canotto (un biposto giallo marca Mirà ge). E’ da lì che prende l’avvio una serie di passeggiate pomeridiane alla ricerca di insenature, spiaggette e piccole scogliere dell’Isola del Giglio. Il capitano invece non ama il “naturismoâ€ma si compiace sia a guardare il corpo disinibito di Giulia che a fumare esageratamente le sue “Stop senza filtroâ€. Gli piace inoltre sentir raccontare dalla ragazza episodi del passato. Somma il tutto e conclude che la considera troppo avventurosa, fantasiosa, stravagante, col particolare gusto di amicizie femminili. Si sente anche in dovere di darle continui consigli di prendere la vita con più serietà e dar più peso agli “antichi valori sani e reali†come un compagno pulito, armonia dei figli ed un nucleo familiare tradizionale. Dato che Giulia gli aveva confidato di voler un giorno magari coabitare con amiche o di prendere in considerazione la proposta di matrimonio di un pilota omosessuale ecc. ecc. La loro frequentazione spesso continua anche di notte nella canadese di Valerio, a lume di candela e subito battezzata da Giulia “LA CASA DELLE CANDELEâ€. Lei si scopre innamorata del capitano e anche lui, anche se in modo restio, è attratto da questa strana ragazza, contorta, fantasiosa, disinibita, ma in fondo la sola responsabile della sua famiglia. Fra i numerosi racconti, Giulia gli aveva annunciato di essere in procinto di pubblicare un suo romanzo antimaschilista “Nella fornace degli uominiâ€, una edizione solo tipografica che le avrebbe stampato millecento copie al costo di un milione di lire. E chissà se magari un regista un giorno l’avrebbe scelto come soggetto di un film! Un’altra delle prerogative della ragazza era di sognare, inoltre inventare, progettare, programmare, sperare di tutto e di più. Il capitano pian piano si affeziona a questa strana donna e con vari consigli le suggerisce di regolamentare e ordinare la sua caotica visione dell’esistenza umana: meno fervore, meno agitazione, meno deliri letterari, meno turbolenze, specialmente per rispetto delle sue due figlie. E’ infatti la moderazione, la vera straordinaria dote di Valerio Tebaldi. Per circa un mese la loro storia si nutre di mare, di sole e d’amore, nella piccola casa delle candele. E’ negli ultimi giorni che finalmente il capitano, che s’era sempre mostrato reticente a dar notizie sulla sua vita, PARLA, racconta la sua verità . E proprio quelle parole che Giulia aveva sempre intuito e mai voluto sentir pronunciare da lui. Ha una bella moglie e due figli sani e desiderati, una bella casa e lavori soddisfacenti. PUNTO! Il crollo del muro di Berlino avrebbe fatto meno boato nel cuore di Giulia. Col cuore massacrato ed in tumulto, aveva comunicato a Francesca la sua decisione di abbandonare subito l’isola del Giglio. Le due ragazze così in poche ore avevano smantellato le due tende e caricato tutto in macchina. Il commiato da Mirà ge era stato tristissimo. Imbarcata sul traghetto, Giulia se ne stava con la testa poggiata sul braccio, su un tavolino del ponte: sonnecchiava, rifletteva e cercava di pensare alla sua reale vita romana insieme alle bimbe, che frattanto gustavano al bar un gelato con Francesca. Improvvisamente a Giulia era comparso uno strano sogno: il capitano accanto, a lei, le accarezzava i capelli e sussurrava un paio di volte il suo nome. Allibita dalla veridicità del sogno, la ragazza aveva spalancato gli occhi e sollevato il capo. Valerio Tebaldi realmente era accanto a lei. Le aveva comunicato in breve che erano sorti dei problemi di lavoro e così andava al camping di un’altra città per controllare un altro gruppo di ragazzi. Giulia era triste ed aveva fatto qualche breve commento, poi (anche se avrebbe voluto mordersi la lingua piuttosto che dirlo!) aveva chiesto se il capitano dopo avrebbe raggiunto sua moglie… Con una faccia di bronzo, ma sempre bellissima come quella di Helmut Bergher, aveva risposto “Quale moglie? Non esiste una moglie…†“Interessante! Aveva commentato Giulia. Ma questa è un’altra storia, non quella dell’Isola del Giglio!†E così solo sul traghetto che portava ad Orbetello, la ragazza aveva potuto ascoltare una ormai insperata storia: Mirà ge era single e s’era in fondo innamorato di lei, della sua originalità , della sua stravaganza e della sua intelligenza, oltre al feeling nato sull’isola… Fra una diecina di giorni sarebbe venuto a Roma per farle una visita e per continuare i loro lunghi discorsi ed il loro amichevole sodalizio. Questa volta si erano salutati con un forte abbraccio ed una “terra promessaâ€â€¦ Giulia, ancora frastornata dal finale della sua stessa storia, al volante della sua utilitaria, sull’autostrada per Roma, ancora stordita da quella straordinaria vacanza, rivolgendosi alla cara Francesca aveva chiesto perplessa: “ Ma quella storia d'amore all'Isola del Giglio,era verità o era tutta fantasia?†Chissà .....
Queste poesie appartengono a varie raccolte intitolate "Poesie antiche" , "Poesie d'oggi", "La luna sulla collina" , "Gli squarci", "Nostalgie"; alcune sono soltanto frammenti del romanzo in versi "Come le lucciole". Ricopio in questo volumetto tutti quei versi che ancora suscitano tanta nostalgia al mio cuore stanco, tutte le altre poesie le affido al crudele vento dell'oblio... quel vento insensibile e rapace... che non ha mai saputo leggere la melodia dei cuori troppo sensibili e romantici… gli ultimi romantici terrestri.Antica riflessione notturna: "Affinchè l'avvenimento più comune divenga un'avventura, è necessario e sufficiente che ci si metta a "raccontarlo graficamente". E' questo che trae in inganno la gente... Un uomo è sempre un narratore di storie, vive circondato dalle sue storie e dalle storie altrui, tutto quello che gli capita lo vede attraverso queste e cerca di vivere la sua vita come se la raccontasse. Ma bisogna scegliere: o vivere o raccontare." Però solo oggi che è troppo tardi io so che ho sbagliato molte cose: ho scritto troppo e vissuto poco... come i miei adorati amici ed eterni alleati Saffo e Giacomo Leopardi...