Certo non con poche difficoltà , mi ritrovo a parlar di me.
E'sempre molto difficile per me esprimere il caos che ho dentro...
Ci provo, consapevole che è l'unico modo per far comprendere alla gente
come la mia Musica svolge "un potere non soltanto emotivo,
ma di fascinazione-paralisi o eccitamento delle facoltà volitive."
Come la Danza è un'arte che "esprime i sentimenti per mezzo del gesto";
così la Musica rappresenta, per me, non gli oggetti della passione,
bensì i moti di essa.
Il bello, il gentile, il raffinato...molto spesso non sono considerazioni
soggettive, ma riguardano esclusivamente il modo con la quale poniamo
attenzione alle cose.
La mia Musica non vuole essere assimilata, non vuole porre condizioni,
no, questo no.
Mi piace vederla come 'Leibniz': come "calcolo incosciente".
Con la mia Musica voglio guidare l'ascoltatore alla Catarsi:
"ad una 'consolazione' momentanea recata allo spirito dalla riproduzione
estetica dell'affezione da cui l'anima è oppressa".
In questo anche Sant'Agostino mi viene incontro notando come "l'uomo pare
godere nella voce stessa, incapace, per troppo gaudio, di spiegare
con parole ciò che gode.
Dovrei essere triste, abbattuto, frustrato perchè non raggiungo un'utenza
sufficiente e invece no...
"L'Arte è spirito e lo spirito non deve affatto sentirsi obbligato verso
la società , verso la comunità .
Un'Arte che va 'verso il popolo', che fa propri i bisogni della folla,
degli uomini piccoli e meschini, si immiserisce.
Ammettere soltanto un'Arte che l'uomo umile comprenda è la peggiore
delle meschinità e la morte dello spirito.
Forse mi sono ammalato...ma "il Genio è una forma di energia vitale
profondamente esperta della malattia, una forma che dalla malattia
attinge e per essa diventa creatrice".
Si è Speciali, già , si è Speciali...
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