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EUGENIO FINARDI

30 anni da MUSICA RIBELLE e continuo a divertirmi!

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14 Gocce di Valium

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EUGENIO FINARDI
Cantante, autore, chitarrista e pianista Eugenio Finardi è nato a Milano il 16/07/1952 e cresciuto in una famiglia “musicale” (la madre cantante lirica americana, il padre tecnico del suono). Fin da bambino mostra uno spiccato talento per la musica tanto che a nove anni incide il suo primo disco: una canzone per bambini “Palloncino rosso fuoco”. Due anni più tardi partecipa all’incisione di due raccolte: una di canzoni natalizie e una di canzoni tradizionali americane.
Negli anni sessanta Finardi inizia a muoversi con personaggi come Alberto Camerini e Walter Calloni. Con loro forma Il Pacco e si esibisce spesso nel nord Italia e in particolare al Carta Vetrana, il locale che all’epoca raccoglieva i migliori musicisti dell’area milanese.
Nei primi anni settanta Finardi entra in contatto con Claudio Rocchi, gli Stormy Six e inizia a collaborare con loro e con altri come session man (suona tra l’altro l’armonica nel primo disco dei Fratelli La Bionda), facendosi contemporaneamente notare come cantante. Con il Pacco è uno dei protagonisti del Festival di Re Nudo a Zerbo.
Nel 1972 firma il suo primo contratto discografico con la casa discografica fondata da Battisti e Mogol, Numero Uno, dove “militava” anche Demetrio Stratos.
Nel 1973 pubblica un 45 giri con due brani in inglese “Hard Rock Honey” & “Spacey Stacey” che presenterà tra l’altro sul palco del primo Festival del Parco Lambro.
Quando Demetrio Stratos fonda gli AREA e passa alla Cramps di Gianni Sassi, vuole con sé anche Finardi, e con questa etichetta realizza nel 1975 il suo primo album, “Non gettare alcun oggetto dai finestrini”, un disco rock italiano che si distacca dalla corrente produzione in quanto unisce l’arte dello scrivere canzoni con il rock, non puntando, insomma, sul genere progressive che dominava la scena del rock italiano di allora.
Con l’uscita del disco iniziano anche le tournèe: la prima come supporto di Fabrizio De Andrè, che per la prima volta si impegna in un lungo tour italiano, la seconda, assieme a Lucio Fabbri, come supporto alla PFM.
Che Finardi fosse un “cantautore” piuttosto particolare e personale viene confermato l’anno seguente con la pubblicazione di “Sugo”, l’album che lo porta al successo, soprattutto in virtù di una canzone, “Musica ribelle”, che ben esprimeva la sua passione per un rock combattivo e impegnato nel quale la componente musicale ha lo stesso peso del testo e, al tempo stesso, la sua originalità in un panorama della canzone d’autore che con il rock aveva poco o nulla a che vedere .
Pian piano cresce, assieme al successo, anche la band che accompagna Finardi e si moltiplicano gli impegni del cantautore, sempre in prima linea in centinaia di concerti, vivacissimo interprete di una situazione di “movimento” che in tutta Italia cresceva e si sviluppava in maniera caotica e creativa
Nel 1977 esce “Diesel”, un vero capolavoro di rock forte e impegnato che fotografa una realtà tutta italiana in canzoni semplici e dirette, appassionate e vivaci come era la vita di Finardi all’epoca, costantemente in tour, sempre alla ricerca di nuove sonorità, pronto ad allargare il campo del suo intervento musicale anche a elementi come il jazz e la fusion, il funky e la musica nera.
Il 1978 è un anno di cambiamenti, il più importante dei quali è la collaborazione con il gruppo Crisalide, (Cerri, Spina, Vitolo, Preti, Ninzatti) che contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione dell’album “Blitz” che contiene l’indimenticabile “Extraterrestre” e del seguente "Roccando Rollando” del 1979. Sono due dischi “nuovi” non solo musicalmente: sono più intimi, personali, legati per contrasto al periodo storico di allora, ricco di difficoltà soprattutto per un artista che ha sempre puntato molto sui concerti per continuare a vivere della musica; le autoriduzioni, i “processi”, gli incidenti ai concerti, la tensione sempre più forte che si era espressa attorno alla musica e alle “Feste del proletariato giovanile”, rendeva sempre più difficile per Finardi il continuare la sua strada di musicista attivissimo sul fronte live come su quello dell’impegno sociale e politico.
Si “ritira” allora a Carimate, abbandonando Milano e le sue tensioni, per lavorare attorno al Castello, uno studio di registrazione e centro di produzione che raccoglieva molti musicisti italiani dell’epoca.
Nel 1981, dopo una permanenza a Londra , Finardi torna a Carimate con nuove idee e il progetto di un disco in inglese che viene realizzato al Castello. Nello stesso anno il suo contratto viene rilevato dalla Fonit Cetra, alla quale il progetto del disco in inglese non interessa: Finardi allora, con la collaborazione di Valerio Negrini, traduce in italiano parte dei testi del disco e realizza l’album “Finardi”. Il vecchio progetto però non scompare e nel 1982 viene pubblicato con il titolo di “Secret Streets” (i brani sono remixati rispetto agli originali mentre alcune canzoni erano già state pubblicate sul disco precedente).
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Nel 1982 diventa padre di Elettra (nata con la sindrome di Down) e questo avvenimento influenza le canzoni dell’album “Dal Blu”, del 1983, un disco concepito tutto al Fairlight, un album dolce e intimo che mette completamente a fuoco l’altra anima della musica del cantautore milanese: non solo rocker d’assalto, ma anche raffinato autore di ballate personalissime come “Le ragazze di Osaka” e “Amore Diverso”.
Ma, in qualche modo, questa svolta repentina, incomprensibile a chi che non sapeva delle vicende private, lo allontanò dal suo pubblico "Rock" che pensò ad una commercializzazione. In quel periodo però conquista nuove generazioni di ascoltatori legati più alla sua esplorazione dei sentimenti.
Tornato ad esibirsi in concerto, Finardi pubblica nel 1984 il disco live “Strade” e nel 1985 “Colpi di Fulmine”, album che contiene il singolo “Vorrei svegliarti”, che presenta, suo malgrado, al Festival di Sanremo. E’ il periodo più “confuso” della sua vita artistica e personale: lontano per vocazione musicale dalle tendenze che vanno per la maggiore sul mercato, Finardi si sente uno “straniero” in un decennio che sembra amare solo la superficialità e l’apparenza.
Così l’anno successivo parte per gli Stati Uniti dove rimane per oltre sei mesi.
Al suo ritorno, nel 1987, si mette al lavoro per l’album che costituisce una svolta nella sua carriera, “Dolce Italia”, ricco di nuove sonorità, e segnato dall’inizio della collaborazione con Vittorio Cosma, co-produttore anche dell’album seguente, “Il Vento di Elora”, del 1989, dove questa ricerca diventa più completa e precisa. Il tecnico del suono e sassofonista dell'album è Paolo Panigada, il compianto "Feyez" che in quel periodo è tra i fondatori di "Elio e le Storie Tese".
Nel novembre del 1990 esce “La Forza dell’amore”, disco che segna la fine della collaborazione con la Fonit Cetra e l’inizio di quella con la Wea. L’album nelle parole dello stesso Finardi, è “una raccolta di sogni”: dieci suoi vecchi celebri brani suonati e prodotti come avrebbe sempre voluto fare, più l’interpretazione di “Una notte in Italia”, di Ivano Fossati (assieme al quale incide anche "Musica Ribelle").
All'album oltre a Fossati partecipano anche Rossana Casale e il quasi esordiente Luciano Ligabue che aveva già suonato come supporter in un suo concerto a Milano.
In “La forza dell’amore” suonano alcuni dei migliori musicisti della scena italiana come Paolo Costa, Demo Morselli, Vittorio Cosma, Amedeo Bianchi, Fabrizio Consoli e il batterista inglese Gavin Harrison.
Con la stessa formazione Finardi incide nel 1991 "Millennio", un disco intenso e profondo, di grande tessitura sonora e i cui testi testimoniano la voglia di Eugenio di misurarsi con temi sempre più vasti ed emozionali. Nella primavera del '92 "Millennio" diventa un tour con alla ritmica Faso e Christian Meyer delle "Storie Tese".
Quell'estate, in un incidente di parapendio, Eugenio si rompe una caviglia e partecipa alla finale del Festivalbar all'arena di Verona con una vistosa ingessatura. Ma la forzata immobilità lo porta ad approfondire il lato più armonico e melodico della sua personalità musicale e stimolano Angelo Carrara, suo manager da sempre, a concepire la tournée "Acustica". Per tre anni Finardi girerà l'Italia in trio con Francesco Saverio Porciello alle chitarre e, al pianoforte, Alberto Tafuri e, più tardi, Fabio Perversi interpretando in questa chiave le sue composizioni ma anche molte delle pietre miliari della sua educazione musicale e sentimentale come "The wind cries Mary" di Jimi Hendrix o "Jamaica farewell" di Harry Belafonte, non disdegnando di cimentarsi persino con il Mozart di "Deh vieni alla finestra" o con la napoletanissima "Te voglio bene assai".
"Acustica" diventerà un album nel 1993, aprendo con "Le donne di Atene" dove Finardi traduce in italiano un meraviglioso pezzo di Chico Buarque de Hollanda. Questa interpretazione porterà all'incisione, per il Club Tenco, di due brani del cantautore russo Vladimir Vysotskij che verranno pubblicati nel CD "Il volo di Volodja" e , l'anno seguente, di "Lo sai" traduzione di "Ya ves" di Pablo Milanes per l'album "Omaggio" dedicato al grande cantautore cubano.
In questo periodo di profonda ricerca musicale e personale Eugenio incide, in trio, una intensa e vibrante versione de "I giardini di Marzo" di Lucio Battisti, pubblicata nella raccolta "Innocenti evasioni".
Nei primi mesi del '96 Finardi è a New York negli studi Power Station per incidere "Occhi" con alcuni tra i session men più quotati della grande mela. Prodotto insieme a Mino Cinelu è un album ricco di ballate struggenti tra le quali spiccano "Con questi occhi", "Un uomo" e "Uno di noi" cover di "One of us" di Joan Osborne tradotta di getto durante un concerto della cantautrice al Roseland Theatre di New York.
Segue una lunga e fortunata tournèe e, dopo un anno di intensa attivita compositiva e di studio delle nuove tecniche di campionamento digitale, l'incisione alla Fonoprint di Bologna dell'energetico "Accadueo" che vede alla batteria il grandissimo Vinnie Colaiuta e la partecipazione, in un brano, di Lucio Dalla al sax soprano. Uscito nell'autunno del '98 "Accadueo" verrà ristampato nella primavera '99 con l'aggiunta di "Amami Lara" presentata con successo al Festival di Sanremo.
Nel 2001, in chiusura di contratto, la Wea pubblica la compilation “La forza dell’amore 2" e Eugenio Finardi entra nell'etichetta Edel.
Nella primavera/estate del 2001 partecipa, insieme a Francesco Di Giacomo e Michele Ascolese, ad una tournée di Fado, la tradizionale musica del Portogallo, organizzata dal virtuoso di chitarra portoghese Marco Poeta, tour che verrà documentato dall’Album “O Fado” pubblicato dalla Edel.
Nell’inverno 2001/02 Eugenio si reca a Roma, dove Vittorio Cosma ha assemblato una squadra di giovani talenti, per registrare “Cinquantanni” dove reinterpreta magistralmente le sue canzoni più impegnate e sociali, quelle scritte in quegli anni ’70 i cui valori sono, trent’anni dopo, sotto l’attacco della nuova destra.
Con l’avvento del nuovo millennio, Finardi si sente sempre più stretto nel ruolo di Cantautore costretto ad interpretare solo le proprie canzoni e si appassiona sempre di più all’Interpretazione pura, in un progetto artistico che mette al centro la Musica.
Accetta quindi con entusiasmo la proposta di Cosma e Porciello di creare uno spettacolo di musica sacra per la rassegna “La Musica dei Cieli”, ritrovando, ai fiati, Giancarlo Parisi di cui aveva prodotto il primo album “L’Otre di Eolo”.
Nasce così “Il Silenzio e lo Spirito”: Quattro laici profondamente sensibili alla spiritualitá si avventurano in un viaggio attraverso diverse espressioni del “cantare il divino” dalla classicissima Corale dalla Cantata bwv 147 di J.S.Bach a Battiato con “Oceano di silenzio”, dalla “Buona Novella” di De André al Gospel di “Motherless Child” passando per Leonard Cohen e tradizionali “Novene” siciliane per zampogna.
“Il Silenzio e lo Spirito“ verrà replicato, nel dicembre 2002, in sei chiese della provicia di Milano.
L’estate del 2003 vede Eugenio Finardi impegnato in un lungo tour acustico dove la purezza del suono si sposa con il rigore degli arrangiamenti e l’improvvisazione nei momenti solisti. Sopra tutto svetta la voce di Eugenio che sembra crescere costantemente per estensione, tecnica e sensibilità interpretativa.
In ottobre Finardi riunisce la troupe de “Il Silenzio e lo Spirito” a Roncegno dove, nell’ovattata atmosfera di un centro Antroposofico, registra su CD e DVD il documento di questo spettacolo, prima di portarlo di nuovo in tour per l’Avvento 2003.
Nel Febbraio 2004 Eugenio ritrova, a Forlì, i vecchi compagni di viaggio Pippo Guarnera e Vince Vallicelli per qualche giorno di prove finalizzate ad una mini tournée di Blues organizzata dallo stesso Vince. Alla chitarra porta Massimo Martellotta, giovane chitarrista romano il cui talento per il blues non gli era sfuggito, jammando nelle pause delle registrazioni di “Cinquantanni”… Il risultato è entusiasmante, e con il Blues, che è sempre stato il segreto rifugio della sua metà americana, ritrova la vena compositiva e la voglia di suonare la chitarra elettrica: “Alla mia età di solito ci si aggrappa alla giovinezza comprandosi, potendo, una Porsche o un’Harley, magari facendosi l’amante ventenne. Io ho deciso di comprarmi le chitarre che sognavo a 16 anni e di liberare, finalmente, il blues che avevo dentro. quello che suonavo prima… di Finardi”.
Anima*Blues comincia a girare l’Italia, e nei seguenti 3 anni risquoterà successi sempre crescenti, jammando con i migliori esponenti del genere come Sugar Blue e Fabio Treves
L'omonimo CD, EUGENIO FINARDI - ANIMA BLUES (2005) riporta Finardi all'attenzione dei critici e del pubblico più attento alla qualità, ed è recensito e nominato "Album of the week" da prestigiose riviste internazionali del settore.
Nel 2007 esce UN UOMO, quadruplo cofanetto con i brani fondamentali della sua carriera, 4 brani registrati ex-novo ed un intero CD di rarità e curiosità come PALLONCINO ROSSO FUOCO, la canzone incisa a 9 anni con la grande clavicembalista Emilia Fadini.
L'introduzione è di Fernanda Pivano
Nel Gennaio 2008 conduce per una settimana la prestigiosa trasmissione di Radio RAI 3 DAMASCO, tornando alla sua antica passione per la radio.
Ma nel frattempo, grazie alla vocalità inedita espressa in ANIMA BLUES, Sentieri selvaggi, uno dei più importanti ensemble italiani di musica classica contemporanea diretto da Carlo Boccadoro, ha invitato Eugenio Finardi a unirsi a loro per un progetto sull’opera del grandissimo cantautore russo Vladimir Vysotsky, le cui canzoni sono state ripensate e trascritte da Filippo Del Corno, compositore tra i più affermati delle ultime generazioni.
Nasce così il progetto Il Cantante Al Microfono, che debutta live con grandissimo successo al Teatro dell’Elfo di Milano il 21 maggio 2007, ed è ospite del Festival della Letteratura di Mantova nel settembre dello stesso anno.
A dicembre 2007 Finardi e Sentieri selvaggi entrano in studio per registrare il disco, prodotto da Velut Luna e distribuito da Egea Distribution.
Il cd Il Cantante Al Microfono getta un ponte tra la canzone d’autore e la musica classica contemporanea partendo dal grande attore, poeta e cantautore russo Vysotsky, tragicamente scomparso nel 1980, che capì e cantò l’anima vera del suo popolo e perciò fu duramente osteggiato dal regime sovietico.
La sua musica accompagna con intriganti melodie, ora dal sapore balcanico, ora dai toni orientaleggianti, ora ricalcando antichi tempi di valzer, i testi acutissimi e graffianti.
Dal corpus delle sue oltre 500 canzoni Eugenio Finardi e Filippo Del Corno hanno scelto una decina di titoli fortemente rappresentativi della tensione etica, spirituale, politica e dell’ironia corrosiva che anima il lavoro di Vysotsky.
Le canzoni, già tradotte in italiano da Sergio Secondiano Sacchi, sono state orchestrate per l’ensemble strumentale Sentieri selvaggi dallo stesso Del Corno, in una versione che mette in luce l’altissima qualità poetica e musicale dei versi di Vysotsky e permette il pieno dispiegamento della straordinaria potenza interpretativa di Eugenio Finardi.
Sorpendendo prima di tutto i musicisti stessi, IL CANTANTE AL MICROFONO entra nella classifica FIMI-Nielsen, trainato dal sorprendente successo mediatico del brano GINNASTICA nel quale Eugenio mostra inedite doti mimiche!
Forse ispirato dalla poliedrica figura di Vysotsky, Finardi debutta nel Febbraio 2008 al Teatro FILODRAMMATICI di Milano con il suo primo lavoro di prosa, "S(U)ONO": un testo con cui Eugenio Finardi si confronta, per la prima volta, con la prospettiva teatrale.
Con questa performance Finardi vuole andare oltre l’ambito, per lui abituale, del Concerto con Parole per arrivare anche a momenti di pura teatralità.
Il tutto per sviluppare concetti e raccontare storie (solo marginalmente autobiografiche) attraverso Musica, Teatro, Immagini, Gesti.
Teatro come ambito in cui sviluppare i complessi temi dell’identità, della trascendenza, della ribellione, senza però mai dimenticare momenti di ilarità e riflessione autoironica.
“Non tutti sanno che,” dice Finardi “prima di firmare il mio primo contratto discografico con Battisti, studiavo Teatro all’università di TUFTS a Boston (la mia prova d’esame fu L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA di Pirandello), spero che mi sia utile…”
Dopo il successo delle prime 11 repliche a Milano, S(U)ONO verrà proposto in tournée da Ottobre 2008.
Il CD IL CANTANTE AL MICROFONO vince la TARGA TENCO 2008 come miglior interpretazione.
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Member Since: 10/30/2006
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Influences: Eugenio Finardi. UN UOMO, e la sua storia

Eugenio Finardi “Il Ribelle”.
Fa sorridere oggi questo stereotipo di trent’anni fa.
Eppure, a ben vedere, è ancora l’aggettivo più calzante per questo Artista eternamente controcorrente, imprevedibile, insofferente alle banalità e ai luoghi comuni.
Ascoltando le sessanta canzoni di “UN UOMO” ci si rende conto che sono la testimonianza della crescita di un uomo, con i suoi sogni, amori, valori, sentimenti, esperienze ma soprattutto le sue passioni sociali, umane e musicali.
Dai suoi Classici degli inizi ad “Anima Blues” che tante soddisfazioni gli ha dato, dal trascendente “Il Silenzio & lo Spirito” alla struggente melodia del Fado, senza dimenticare le sue toccanti interpretazioni di Battisti, Battiato, De André, questo quadruplo Album per la prima volta raccoglie in un unico supporto tutte le sfaccettature di un Artista in perenne ricerca, mostrandone compiutamente la profonda coerenza e l’ampio talento.
Ci voleva una raccolta monumentale come questa “UN UOMO”, che finalmente riassume tutta la sua più che trentennale carriera e al contempo apre al futuro con 12 sorprendenti inediti, per scoprire come Finardi sia stato sempre, nei fatti e pagando di persona, veramente ribelle alle regole dell’industria come a quelle dell’alternativa istituzionalizzata per seguire una visione musicale e una cifra stilistica che ne fanno un vero caposcuola della canzone rock d’autore italiana.
Spirito profondamente libero nelle idee e perciò isolato in un paese di cordate, clan e circoli di potere, Eugenio ha sempre avuto come unica bussola l’amore per la Musica che per lui, non credente, è l’accesso privilegiato dell’Uomo all’Assoluto, il modo per sentire emotivamente, fino alla commozione e perfino alla trascendenza, le leggi matematiche che regolano il Cosmo.

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Ma lasciamo descrivere il progetto a Finardi:
“Non è stato facile scegliere quali canzoni e quali versioni inserire in questo cofanetto che, finalmente, raccoglie brani di tutte le case discografiche e di tutti i periodi della mia vita artistica. Ovviamente ho dovuto riascoltare prima tutti i miei Album, non lo facevo da tempo, e mi sono reso conto che, in fondo, non sono altro che un lungo diario.
Ho perciò deciso di seguire un ordine emotivo anziché cronologico nella sequenza dei brani ed ho scelto le versioni in cui più mi riconosco, oppure le più rare come la versione di Giai Phong apparsa solo su 45 giri e praticamente introvabile in cui spicca la chitarra rovente di Alberto Camerini. In altri casi mi ha permesso di porre rimedio a errori o leggerezze commessi tanto tempo fa, ad esempio “Dolce Italia” può finalmente essere ascoltata come fu registrata e non nella versione accelerata in missaggio (un momento di follia) che mi ha reso poi impossibile riascoltarla, con quella voce da Paperino!
Questa operazione quasi psicanalitica mi ha fatto sorgere il desiderio di pubblicare anche un CD di materiale inedito, a volte grezzo, per svelare momenti meno conosciuti di questo percorso e magari svelare un po’ i meccanismi tecnici e mentali che hanno portato a queste composizioni.”
EDEL 2007

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Sounds Like: FINARDI sugli Inediti di UN UOMO

Quattro degli inediti contenuti in questo cofanetto sono stati realizzati nel 2007 a cominciare da un antico sogno:
AMORE DIVERSO l’ho scritta con il vento di Sardegna nel cuore alla nascita della mia primogenita, Elettra, 25 anni fa. L’incontro con CARLA DENULE e la sua ottima traduzione, mi ha permesso di realizzarlo, lavorando con musicisti della tradizione musicale popolare più importante d’Italia.
Spero che il mio Lugodorese sia adeguato.
Anima Blues è ormai una realtà e da tempo cercavo la strada per fondere quelle sonorità con il Finardi in italiano. Qui ci sono tre diverse possibili strade:
IL MARE HA DERAGLIATO è un pezzo che Fabrizio Consoli aveva nel cassetto da tempo e che mi sembrava adatto per le sonorità di Anima Blues. Il testo è ispirato a NOVECENTO di Baricco che ringrazio e apprezzo molto.
14 GOCCE DI VALIUM Testo ispirato alla ricetta "14 gocce di Valium" tratta dal romanzo "Manuale per diventare Valerio Millefoglie" Baldini&Castoldi Dalai editore.
ALL OVER YOU è il tentativo di scrivere sì in italiano ma con l’atteggiamento realistico, quasi didascalico, dei Blues tradizionali.
Grande Armonica di Fabio Treves con cui faccio Blues da sempre!
Un tributo ai miei grandi maestri KEITH RICHARDS e JOHN LEE HOOKER

Finardi-Sentieri Selvaggi-Vysotskij-Dal Fronte Non è Più Tornato

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Nel BONUS CD ho invece scelto di aprire il mio cassetto segreto.
Cominciando dall’inizio…
Ho inciso PALLONCINO ROSSO FUOCO all’età di 9 anni, birignao e voce impostata che trema per l’emozione. Ricordo il timore reverenziale e quanto mi sembrasse diversa la voce che ascoltavo registrata.
ORIENTE è l’occasione per spiare una delle mie tecniche compositive: lunghe sequenze sulle quali improvviso un testo; musica e parole vengono poi limate, tagliate, sviluppate… Qui potete ascoltare l’idea così com’è nata, senza censure.
NINA è un brano “classico” (musica del Maestro Maurizio Salerno) che chiude l’omonima installazione di arte contemporanea dei MASBEDO esposta in importanti musei internazionali come il CENTRO DE ARTE di Salamanca, il MACRO di Roma o il 56° Festival del Cinema di Locarno. Il testo spagnolo è una citazione da Pablo Neruda.
La versione acustica di ALL OVER YOU è una prova microfoni prima di registrare, ma ha così tanto swing che non ho resistito alla tentazione di farvela sentire!
PUGNI CHIUSI è stata registrata ai tempi di OCCHI ma mai pubblicata, un omaggio al mio amico Demetrio Stratos con il grande Lou Soloff alla tromba.
Adoro questa versione di SOUL OF A MAN registrata per gioco durante le session di Anima Blues, il rarissimo mandolino Dobro vintage di Mauro Pagani, io alla resofonica, Pippo al Wurlytzer… L’anima di Un Uomo.
CAN’T GET YOU OUT OF MY HEAD e TE VOGLIO BENE ASSAJE sono state registrate a Courmayeur da un gentilissimo Ufficiale dei Carabinieri di cui non trovo purtroppo più il nome e che mi ha fatto avere i MiniDisk di una magica serata, fuori diluviava ma dentro…
Volevo rendere omaggio ad almeno uno dei due Grandi del Soul che ci hanno da poco lasciato, JAMES BROWN e WILSON PICKETT, ho scelto MIDNIGHT HOUR perché il solo di Martellotta è speciale!
In discografia c’è, da sempre, la leggenda del provino più bello del disco, per i miei amici questo è il caso di E STO PENSANDO A TE, giudicate voi…
LIKE A HOWLING WOLF è stato il mio primo tentativo di registrazione domestica multitraccia, lo so è ripetitivo, ma ha un certo non so che.
WRITING “PIPE DREAM” è il documento del momento stesso in cui stava nascendo il brano che potete ascoltare, finito, nel disco 2. Pensavo che a qualche fan potesse interessare…
Grazie,
Eugenio Finardi 2007

Finardi-Non_è_Francesca/Tutu-1992

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PREFAZIONE DI FERNANDA PIVANO
Milano, 7 febbraio 2007

Ah, questo Eugenio Finardi. Ha fatto dischi da grande cantautore, e siamo stati in molti ad ascoltarli, già da bambino, ma meno dischi della cosiddetta musica classica perché sua madre era una celebre cantante classica, e il bambino incontrava con lei le sue amiche cantanti. Chi lo sa se è per questo, ma come in una favola Eugenio Finardi ha inciso il primo disco a 9 anni col titolo “Palloncino rosso fuoco”, e poi, a 11 anni, due in Americano di cui una di canzoni natalizie.
È molto poetico sentirgli raccontare queste primissime esperienze. Il padre di un suo compagno di scuola era console americano ed è stato lui a mandarlo sul palcoscenico di Sanremo a 11 anni mentre si svolgeva un Festival di bambini. Lì Eugenio aveva rivisto Katia, la bambina bionda che ha amato alle elementari dedicandole due canzoni, almeno una credo di George Gershwin, e le canzoni si chiamano “Oh Susanna” e “Summertime”; e tutte le luci si sono spente e, dice Finardi, alla fine gli era venuto da piangere, ha abbracciato la mamma e le ha detto: “E’ questo che voglio fare per tutta la vita”. E la madre grande soprano Classico gli ha insegnato da bambino a “impostare” il diaframma ma Finardi dice che non è dalla madre che ha imparato le canzoni popolari americane. Le canzoni non le ha studiate in Italiano, perché l’Italiano per lui e per tanti era la lingua delle opere, e poi, quando Finardi ha deciso di presentarsi come cantautore non pensava alle parole, perché non si è mai considerato un poeta, ma sempre, soprattutto, un musicista.
Chiacchierando con lui gli avevo chiesto di che musica si innamorava da ragazzo, se non si innamorava delle parole. Non raccomanderò mai abbastanza di cercar di chiacchierare con lui, perché così si apprendono particolari non proprio previsti, per esempio che si è innamorato del Rock a 13 anni, quando d’estate andava in casa della nonna nel New Jersey. È stato allora, nel 1965, che ha scoperto il “Satisfaction”dei Rolling Stones, e anche, in un viaggio coast to coast, ha scoperto a Los Angeles il rock’n’roll e soprattutto il blues (che in un’intervista ha chiamato “un nocciolo bruciante di verità emotiva), sua benedizione e dannazione tutta la vita, che per lui, adolescente, hanno aperto la via alla sua vera musica e insieme ai primi turbamenti della sessualità.
Nel 1975, quando è uscito il suo primo album, ha fatto una tournée con Fabrizio De André, che appariva in pubblico per la prima volta. Ha vissuto con lui quell’intimità che hanno i compagni di queste avventure e litigavano perché Fabrizio era anarchico e Eugenio comunista, e poi il figlio di Fabrizio, Cristiano, allora quattordicenne, considerava Finardi un idolo, completo di chitarra e di rock.
Il suo rapporto con Fabrizio era insolito perché Finardi non veniva dai cantautori italiani ma dalla cultura americana e Fabrizio era molto felice di essere trattato in un modo normale. Finardi ricorda ancora con un po’ di commozione il suo disco acustico dove ha ricominciato a cantare in Inglese e un po’ anche il disco che ha fatto subito dopo, “Anima blues”, tutto in Inglese, perché per trent’anni non gli avevano permesso di farlo.
Il suo Inglese gli serviva per avvicinare i cantanti americani; ha presentato i dischi di Jimi Hendrix, ma forse l’artista più famoso che ha anche portato in Italia è stato Bob Marley. Lo aveva portato in Italia nel 1971, dopo un articolo uscito su “Rolling Stone”. I dischi li aveva trovati negli Stati Uniti e tornando in Italia li aveva portati nelle prime radio libere, allora famose, per esempio Radio Milano Centrale, e per le radio libere aveva anche scritto un inno, cha aveva intitolato “La radio”, e in questa occasione aveva riportato lo stile delle radio universitarie americane.
Questo artista che dice di non scrivere poesia, vive avviluppato nella poesia, convinto che la musica “sia la dimostrazione che l’uomo tende all’assoluto con leggi che sono le stesse che regolano l’universo: a noi piacciono l’assonanza, l’armonia, il ritmo”. La canzone per lui è la sintesi della musica (che è l’arte più astratta) e della poesia (che è l’arte più umana). Con gli anni è andato formandosi una serie di regole che sempre lo conducevano a gettarsi nella musica col suo paradosso che più una musica è chiusa da regole precise (Il Fado, il Blues) più è in grado di sostenere emozioni.
Sono le emozioni che spingono la creatività dei ragazzi, delle loro canzoni, i loro racconti. Ma spingono anche la creatività di Finardi checché lui ne dica. Questa sua leggenda che non è poeta la smentisce pubblicando le sue poesie come canzoni, e la sua preferita è “Un uomo”che accludiamo qui come un dono.
Fernanda Pivano 2007

Record Label: EFsounds
Type of Label: Indie

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NUOVO CD "IL CANTANTE AL MICROFONO"

Carissimi Amici miei, oggi ho finito la lavorazione de "IL CANTANTE AL MICROFONO" EUGENIO FINARDI interpreta VLADIMIR VISOTSKY con l'ensemble di SENTIERI SELVAGGI diretto da CARLO BOCCADORO. Traduzion...
Posted by EUGENIO FINARDI on Sat, 22 Dec 2007 03:25:00 PST

Link per rivedere FINARDI da FAZIO

FINARDI da FAZIO
Posted by EUGENIO FINARDI on Fri, 04 May 2007 07:35:00 PST

Incontro tra Eugenio Finardi, Michele Serra, Frankie HG NRG, Leonardo Manera

Eugenio Finardi, Michele Serra, Frankie HG, Leonardo ManeraAdd to My Profile | More Videos...
Posted by EUGENIO FINARDI on Wed, 20 Dec 2006 11:30:00 PST

CONCERTONE AL CONSERVATORIO TG3

E' stato fantastico!Guardate:TG3_Finardi+Piccoli_MusicistiAdd to My Profile | More Videos...
Posted by EUGENIO FINARDI on Tue, 28 Nov 2006 01:08:00 PST

link per riascoltare DAMASCO

http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/lista.cfm?id=870
Posted by EUGENIO FINARDI on Mon, 07 Jan 2008 12:56:00 PST

13 Maggio a Roma http://martelive.org/content/view/1957/842/

http://martelive.org/content/view/1957/842/
Posted by EUGENIO FINARDI on Fri, 09 May 2008 09:09:00 PST