Gli amanti del reggae e dell’hip hop calabresi (e non solo…) sapranno senz’altro dirvi chi sono i Kalafro…magari rispondendovi con un “camina cu mia!!â€.
Non c’è palco o dancehall che i Kalafro non abbiano infiammato al grido di “CAMINA CU MIA!!â€, e infatti più che uno slang o uno slogan, questo può essere considerato un marchio che li caratterizza.
I Kalafro sono la sintesi di cinque esperienze che, ad un certo punto, verso il 2001, hanno intrapreso un cammino comune, dopo aver gravitato, nel decennio precedente, negli ambienti malfamati del reggae e dell’hip hop più beceri e più duri (…)..
Masta P, Easy One, Kento, One Drop e Simosqui hanno tutti un comune denominatore: sono nati nella città più meridionale dello stivale, cioè Reggio Calabria.
Attivi sin dagli anni novanta, alcuni di loro praticamente “pionieri†del movimento delle posse a Reggio (One Drop ex Jah Rebel e Kento – classe 1990), i Kalafro suonano reggae/dancehall con una marcata influenza hip hop, sia nello stile che nell’approccio live.
Registrano il primo cd demo (“Le Paroleâ€) nel 2002 e da allora iniziano un interminabile serie di live, dancehall, concorsi musicali, festival, partecipazioni, produzioni, maturando uno stile particolare che li caratterizza in modo immediato.
Si ispirano agli artisti reggae e hip hop più contaminati come Born Jamericans, Mad Lion, LMS, Shinehead, BoogieDownProd., Kardinal Offishal, Damian Marley, al classico rub a dub anni ’80 e al new roots degli ultimi anni, ma già dal primo ascolto si intuisce al volo il modo in cui si discostano dagli stereotipi.
Nel 2003 registrano “Hit Hotâ€, il secondo ironico demo attraverso il quale scimmiottano una serie di atteggiamenti paninari e buffi di alcuni rappers-reggaemans e successivamente, grazie anche alla loro faccia da bravi ragazzi, hanno l’opportunità di esporsi al pubblico con il pezzo-bomba “Kisti Simuâ€, allegato al DB Magazine nel 2004. Solo un anno dopo esce in tutta Italia il disco “Bergamotto Showcaseâ€, una compilation su cinque riddim prodotti dai Kalafro alla quale partecipano, tra gli altri, Primo Brown dei CorVeleno, Tormento, Zu Luciano, Marya e Ratea, Ganjahlabria, Dal Basso, Jesto e Hyst, Piotta, Radical Sound, Toscani Classici, Ras David.
Intanto aumenta il numero dei concerti, i Kalafro partecipano al Babylon by bus, alla Giornata Internazionale dello studente, ad Arezzo Wave, al Da Bomb e a decine di altri eventi; Kento registra due album con il suo gruppo “Gli Inquiliniâ€; One Drop compone nuovi riddim e dub; Masta P incide il suo “Strictly Riddimologyâ€, un cd-mixtape con 20 brani da solista e conduce in una radio privata la trasmissione reggae “Camina cu mia†(…); Easy One partecipa con varie strofe su dischi hip hop italiani e collabora in un programma su una televisione satellitare in qualità di “giornalista in rima†(lo potete seguire su Alice Live); Simosqui affina le sue tecniche sui tamburi di ogni sorta e sul mixer.
Ed è nei ritagli di tempo che i cinque eroi mettono insieme le idee e le basi per il loro primo album ufficiale, concepito già nel 2005 ma, aggiunta dopo aggiunta, idea dopo idea, casini dopo casini, uscito a maggio del 2007, ed intitolato “Solo l’Amoreâ€.
Un album con ben diciannove canzoni, in puro stile Kalafricano, dichiaratamente “conscious†nei contenuti, apertamente “Rasta Friendly†nell’anima, evidentemente “terroni†nel cuore!
Numerosissime sono le partecipazioni, sia di cantanti-rapper che di produttori-musicisti per un disco che, nel complesso, suona reggae e hip hop senza mai sconfinare o scadere nel monotono o nel banale, fermo restando però che i gusti sono gusti…
Tra gli ospiti vale la pena di ricordare Mace, P-Eight, Kiave, Barry Convex, Jah SSay Dub Experience, Twisted Family, Rotox, Statico, Humany Roots Sound, Paciani “il mostro da Bostonâ€, Ensi, Raige, Daniel Mendoza de “Gli Inquiliniâ€, Popucià Band, Don Goko, Cirino e molti altri.
Caratteristico è anche il video clip del singolo “Solo l’Amore†(brano molto interessante su un’ ipnotica linea di basso), girato presumibilmente a Scilla, una località turistico-balneare calabrese, con la partecipazione di alcuni vecchi-elders saggi del posto che, per mezzo di un linguaggio ai più incomprensibile, invitano i Kalafro a continuare con la musica: da non perdere!!!
Attualmente, dato che notoriamente i mass media e il mercato non si occupano di generi considerati di nicchia, i KSP sono impegnati nella promozione e nella divulgazione dell’album, in modo intensivo e capillare, proprio come in un vecchio lp di Boogiedown Prod., “by any means necessaryâ€.
Insomma i Kalafro Sound Power sono costantemente in fermento, in giro per lo stivale, con la loro attitudine black ed il loro viso pallido, il loro dialetto stretto (calabro-patwa…) e le loro invettive, sempre con il solito mercatino di cd ambulante che, misteriosamente, in un epoca di profonda crisi discografica, riesce a vendere tutto ad ogni concerto!!!
Potremmo scrivere altre dieci pagine di racconti Kalafricani ma, per problemi di spazio-tempo, vi lasciamo alla visita dello space per avere immediato accesso al mondo Kalafricano in tutte le sue forme, fiduciosi in un futuro di successi per questo gruppo emergente e promettente.
Irie
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