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INTERNAZIONALE IN EDICOLA IL VENERDI
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- Aspetta. Non toccarlo. Non aprirlo. Non sai cosa ti aspetta dopo. -
Appunto! E' per questo che mi ci trovo davanti. Perché non so cosa c'è dietro anche se posso vederne i confini. Un tempo ero dentro. Ero nell'iride. Ero io a voler scegliere l'angolazione e il punto di vista. Ho cominciato ad aspettare dietro la porta. A spiare le movenze senza entrare, senza contaminarle. Man mano che focalizzavo il sentimento il mondo era lì e mi scompariva davanti. Le persone si smaterializzavano diventando ombre ai miei occhi, facevano parte di qualcosa senza esserne fondamentali. Ecco che iniziavo a vedere il bianco e il nero. Erano tutti come incastrati nella loro luce: si svincolavano dal buio distorcendo i loro confini. Si aprivano risplendendo. Camminando nelle linee non capivo se ero solo o se erano solo ombre quelle che mi circondavano. Le immagini mi si sfumavano davanti nebulizzandosi, diventando qualcosa di irreale. Senza spazio ma visibili. Iniziavo a guardare con occhi nuovi anche i particolari. Ogni linea sembrava guidarmi verso qualcosa. Dal soffitto basso, soffocante, sono uscito per prendere aria. Ed eccomi di nuovo davanti all'entrata...o forse di spalle all'uscita.
Non lo ricordo più...
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ISLANDA:
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..??
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AAA...
AAA...
partendo dal presupposto che sono malata e leggo qualsiasi cosa mi capiti davanti...
Su tutti, semza ombra di dubbio L'IDIOTA (Dostoevkij). poi però
mi hanno particolarmente cambiata e addolcita:
Calvino (su tutti): "le cosmicomiche" - "lezioni americane"
Rilke : "Elegie Duinesi"
Goethe : "I dolori del giovane Werther"
Pirandello : "Il fu Mattia Pascal"
Dostoevskij : "Memorie dal sottosuolo"
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Da qualche anno però ho il brutto vizio di leggere quasi esclusivamente di saggistica. scrivo solo di chi mi ha dato la possibilità di camminare con la mente:
Kapuscinski (1923-2007) Giornalista : tutti i lavori...
Clea Koff (antropologa forense) : "la memoria delle ossa"
C.Geertz ( antropologo) : "mondi globali, mondi locali"
M.Aime (antropologo) : "eccessi di culture"
M.Onfray ( filosofo) : "trattato di ateologia"
O.Sacks (neurologo) : "l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" - "Un antropologo su marte"
D. Barenboim ( direttore d'orchestra ) : "la musica sveglia il tempo"
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AMARCORD:
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...- RE minore - ( ecstract )Bastò una piuma volare per fare cambiare tono al quartiere. La vecchia coi baffi stendeva i panni con una calza marrone bucata, mentre il nipote cadeva dalla bici urlando con una mano insanguinata, lei indifferente guardava la piuma cadere con un dito nel naso. La palla rossa e gialla attraversava la strada da sola, rimbalzando sulle macchine venendo e andando chissà dove. Il vecchio all’ombra, seduto fuori al bar con il bastone tra le gambe, se la vide passare davanti e sorrise con i denti storti, di quelle dentature impossibili da dimenticare. La radio sembrava musicare la caduta della piuma…quella danza la vecchia la perse di vista, il bambino smise di piangere e iniziò a ridere guardando la nonna col dito nel naso, il vecchio smise di ridere e iniziò a piangere guardando la danza della piuma musicata dal vento che, quando si posò sul davanzale di Marì dei Miracoli, non le si dimostrò con la stessa melanconia. In quell’oggetto Marì vedeva solo qualcosa persa da qualcuno e con quella mancata immaginazione perdeva anche i suoi sogni, il suo calore, la sua scrittura: ci sarebbero volute più di una sigaretta, più di un caffè e più di un disco per poterla ritrovare. Tutto dipendeva dalle zollette di zucchero. Ma oggi la mente non era con lei, continuava ad appallottolarsi attorno alla dolcezza delle cose, ai colori, ai suoni. Quel giorno a Marì dei Miracoli sembrava di essere in un film: forse era il caldo, ma tutto era ovattato come sott’acqua. Marì pensava, bambina, che se solo il mondo perverso avesse fatto più attenzione a queste armonie…sarebbero volate molte più piume!
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www.myspaceeditor.it
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MADE IN ITALY...
(ovvero quello che ci fa sentire più italiani):
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