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www.manuelriccardi.it
Mondi stravaganti, imperfetti e colorati .
Questa è I'arte sorridente di Manuel Riccardi Da Gignod a New york passando per Barcellona, la storia di un pittore "dal tratto determinato" che usa i colori per esprimere concetti, senza dimenticare le emozioni e l'ironiaUn tuffo nel colore. La Valle d'Aosta è anche questo: pigmenti allo stato puro, fantasia sfrenata, mondi da favola, offerti, questa volta, non dalle bellezze naturali, ma da un artista valdostano le cui tele, concepite in una minuscola frazione del comune di Gignod, nella valle del Gran San Bernardo, hanno girato mezzo mondo: da Cannes a New York, da Barcellona ad Atlanta, da Albertville a Miami,
passando per numerose città italiane come Roma, Monza, Ferrara, Aosta naturalmente e, ultima in ordine di tempo, Milano, allo Spazio Ardo di Brera (settembre-ottobre 2006).
E' Manuel Riccardi, il 35enne pittore noto per le sue tele coloratissime che ospitano paesaggi fantasmagorici dal gusto incantatore, popolati da creature di ogni genere. Colore e fantasia sono il filo conduttore di tutte le sue opere, che ammiccanti ed ammaliatrici, invitano a fermarsi, a osservare e che, a un tratto, sembrano quasi risucchiare lo spettatore in un vortice festoso, catapultandolo direttamente dentro il quadro, affinché, anch'egli possa divenirne parte integrante. Un po' come Alice quando scopre gli incanti e le stranezze del suo Paese delle Meraviglie, attraverso i quadri di Manuel si entra in mondi impensabili, stravaganti, fantastici, imperfetti, dove tutto è diverso e tutto è possibile. Favole ad occhi aperti in cui la fantasia è l'unica guida sensata e la razionalità è gentilmente invitata a restare fuori. Un mondo allegro, ironico, ma anche pensoso e riflessivo, animato da funghi, occhi, folletti, personaggi misteriosi dallo sguardo imperturbabile, cuori vivi e pulsanti che acconciano i capelli di creature pensose, bocche colorate di rosso vivo che diventano foglie di alberi. "Un pittore dal tratto determinato" questa la definizione che più gradisce, perché, dare sfogo alla fantasia, trasponendola su tela, non è una pratica di poco conto, ma richiede impegno e determinazione. Oggetti, persone, concetti espressi o latenti trovano la loro collocazione, solo apparentemente casuale, sulla tela, creando profondi effetti che giocano sul cambiamento del senso a seconda dell'angolatura e della predisposizione d'animo di chi li osserva. Il critico d'arte e membro dell'Unione Europea degli Esperti d'Arte, Giancarlo Alù ha detto di lui: "nella mia lunga carriera di critico ed esperto di Arte raramente ho incontrato espressioni artistiche come le sue che sono un tripudio di colori, concetti che sono colori e viceversa, di luce di vitalità pregna di reconditi significati". Il risultato finale della "pittura sorridente" dell'artista valdostano, non sempre è di facile interpretazione, ma egli è capace di
illustrare i significati nascosti delle sue opere, collocandole all'interno di un preciso percorso emotivo. Aperto per indole e disponibile al dialogo, Manuel accoglie spesso amici o semplici curiosi che hanno visitato il suo "atelier virtuale" in rete (www.manuelriccardi.it) è che vogliono conoscerlo per capire dove e come nascono le sue opere. Esattamente come i suoi quadri, il suo studio è caldo, colorato, accogliente, popolato dalle sue creature: gli animali amatissimi come il coniglio "nano" di oltre sette chili ("proprio nano no! Credo si sia trattato di un errore di valutazione iniziale" commenta ilare riferendosi al roditore gigante), i pappagalli, il cane e i personaggi di fantasia, ultimati o ancora in via di definizione che, dalle loro tele, scrutano bonariamente i visitatori. Nel mondo di Manuel il tempo perde la sua dimensione reale ed è facile dimenticare tutto il resto, soprattutto quando si mette a raccontare, con mille aneddoti, le sue esperienze passate: i suoi esordi come pittore, il soggiorno in Indonesia quando era poco più che adolescente e l'esplosione nell'uso del colore, a cui per molto tempo aveva preferito il sobrio bianco e nero, le esposizioni "grandi" come quella del Vittoriano o di New York e quelle "piccole" ma pur sempre stimolanti. II suo modo di esprimere le cose del mondo è sempre vivace, trascinante e sufficientemente autoironico da incuriosire chiunque lo ascolti o lo osservi attraverso le sue tele.
LAURA VI NAJ
Nasce tutto dal fatto che ho sempre percepito di essere un piccolo contenitore spugnoso nel quale ogni forma viene contenuta con una complicata digestione armoniosa! Ed ecco il bisogno di svuotarmi perché il tutto mi esce da tutti i pori della pelle!!! E viaaa nella immediatezza dove le cancellature o i, cosiddetti, errori non esistono, ma ogni cosa ne rimane armoniosamente protagonista. Meraviglia delle Meraviglie è nata l'opera come una eredità di un ciclo o di una fase dell'esistenza! E pensare, che come per la vita, mi riesce di stupirmi dalla partenza all'arrivo di quante forme e colori si rempie l'opera!!!
E' proprio nell'arrivo che mi scopro un piccolo contenitore spugnoso che si sta riempiendo nuovamente ed è ancora "PARTENZA" la pelle si muove dilatandosi e le opere (la vita!) decidono di nascere!!
Io credo in quello che sento!! Io dipingo..................
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