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Andrea Evangelisti

About Me

X Factor
Andrea Evangelisti non è un uomo ma un cyborg, un organismo cibernetico, metà uomo e metalmeccanico. I sintomi del genio si manifestarono in lui già in tenera età. A soli 13 anni aveva già appreso i rudimenti della lingua italiana ed era in grado di recitare a memoria "La vispa Teresa". A 21 parlava correttamente. A 24 ROMA-L’AQUILA.Verso i trent’anni un eccezionale episodio trasformò la sua esistenza: riuscì a comporre un complicatissimo "puzzle" in soli sei mesi quando sulla scatola c’era scritto "dai 4 ai 5 anni". A quel punto prese coscienza di sé ed i suoi neuroni si sentirono come le particelle di sodio nell’acqua Lete. Esplose il suo talento musicale e compose quasi una decina di canzoni in soli quarant’anni, dimostrando che per lui il cervello è senz’altro il secondo organo preferito.Ama definirsi "Giovane Cantautore", ma il termine più esatto sarebbe "Ancien Prodige". Dopo aver ampiamente trattato il tema del rapporto di coppia, l’artista presenta qui due canzoni che fanno parte del repertorio a lui più caro: il filone ecologico. Amante della natura e della vita sana, pratica numerosi sports tra cui la dama e le bocce. Il suo motto è: “Ogni buco è buono, tranne quello dell’ozono”.Ha studiato il piano anche se preferisce accompagnarsi nelle sue performance pubbliche con la chitarra, perché, ha dichiarato recentemente: "Il pianoforte pesa troppo".
Al Bibli col Maestro Remotti

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Member Since: 3/9/2007
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MANIFESTO DEL GIOVANE CANTAUTORE

1) Il giovane cantautore compone e canta perché gli rode il culo.
2) Il giovane cantautore è il cantautore del popolo.
3) Il giovane cantautore è sempre giovane, anche se ha 80 anni.
4) Il giovane cantautore é.
5) Il giovane cantautore dice sempre la verità perché tanto anche lui deve morire, prima o poi.
6) Il giovane cantautore si autoproduce e si autopromuove.
7) Il giovane cantautore crea le sue canzoni con amore e con cura, taglia con attenzione e pazienza le copertine da lui disegnate e stampate, masterizza i CD uno ad uno, li confeziona amorevolmente pensando ai suoi fans e li porta da Disfunzioni Musicali durante la pausa mensa, da solo.
8) Ogni cosa da lui fatta, è creata ad immagine e somiglianza del cantautore originale che è in lui.
9) Il giovane cantautore fa tutto, perché in ogni cosa trova espressione artistica (e perché gli rode forte il culo).
10) Il giovane cantautore non è un uomo ma un cyborg, un organismo cibernetico, metà uomo e metalmeccanico.
11) Il giovane cantautore ama i suoi fans.
12) Il giovane cantautore pensa sempre ai suoi fans, tranne quando scrive le sue canzoni, quando scrive si fa i cazzi suoi.
13) Quando al giovane cantautore non piace la canzone, non la pubblica, bensì la mangia, e batte forte il capo contro spigoli o superfici dure, imprecando.

I Rotty Roberts a Rete 4

Influences: NUOVO MOVIMENTO DISGUSTISTA
DisgustArti

Il movimento poetico disgustista è tornato per mostrare e dimostrare ai bavosi critici passatisti e al colto pubblico frequentatore di noiose, tediose, merdose serate di lettura della cosiddetta poesia ufficiale, che quello che ci viene spacciato come cultura è solo rifiuto organico che è venduto a caro prezzo. Noi Disgustisti siamo, come è nostra usanza, generosi e munifici, e offriamo a voi le nostre creazioni intestinali esponendole al vostro feticista, morboso, ludico, lubrico sguardo, assolutamente gratis. Noi Disgustisti ci rifiutiamo di fare arte a tempo pieno, perché ciò non è essere artista, ma artigiano. Non abbiamo e non vogliamo avere uno stile in cui riconoscersi, e non ci assoggettiamo al fascismo dei critici (personaggi miserevoli e falliti, incapaci di recitare la Vispa Teresa o di creare un posacenere con il Das), non vogliamo confonderci col comunismo intellettuale degli “artisti” della cultura ufficiale, impegnati in azioni di buonismo per giuste cause nel mondo, a favore di…???!!!. A noi non ci frega un cazzo di niente e nessuno, odiamo tutti e abbiamo disprezzo e disgusto per tutti, e rivendichiamo la totale anarchia della nostra arte. L’arte e la poesia disgustista è inutile, malata, non classificabile e non vendibile. L’uso in gran quantità di materiali deteriorabili (nella pittura e scultura disgustista), doppi sensi e non sense (nella scrittura poetica), immagini statiche e noiose (nelle produzioni videotelevisive e computergrafiche), rende l’arte disgustista una sofferenza per mostre, musei e collezionisti feticisti (che non possono possederla) e idioti (che non possono comprenderla), mentre noi artisti disgustisti possiamo “possedere” loro, ovviamente dietro congruo pagamento. Possiamo racchiudere il nostro pensiero e il succo “seminale” della nostra arte, in una frase: ”Noi disgustisti siamo cazzi per il culo”. Ed ora uscite in piazza e contate i morti.

Rotty Roberts and Erasmo da Rotterdam

Sounds Like: MANIFESTO

Avevamo vegliato - noi disgustisti - sui vostri avanzi, rigenerando quello che avete gettato, ed ogni forma d’arte é stata proclamata.

IL DISGUSTISMO
(1983 - 1994)

I poeti disgustisti sono nipoti del futurismo e dadaismo, cugini del punk e figli del rigetto (di stomaco), sono i nuovi (no)poeti, usano rime asimmetriche baciate e leggono senza intonazione, sono idioti geniali e grandi menti, provocanti e provocatori, sono l’ultima sponda vicino alla discarica dei rifiuti solidi urbani della letteratura italiana. Disgustismo: disgusto per l’arte o l’arte del disgusto? Ai malati terminali l’ardua sentenza.

MANIFESTO

7) Noi siamo gli oratori del cattivo gusto, abitudine al mal d’odor, al puzzo, all’olezzo, al riciclaggio.

98) Riciclatori d’arte di tutto il mondo unitevi. Espellete il vostro vomito creativo, depositato dentro lo stomaco-tirano.

34) Noi affermiamo la magnificenza del salame decomposto, della poesia sghemba-avariata, la sporcizia etere-televisiva, la moneta da 50 lire e la matita con la gommina.

1) Noi inneggiamo all’autentica defecazione pubblica, contro la falsa genuinità.

75) Abbasso il forno a legna, abbasso la griglia, abbasso il romanzo. Ewwiwa le scorie informatiche, ewwiwa kinder cereali, ewwiwa il supplì e gli assaggini d’arte.

23) Non v’é più bellezza, se non nel rifiuto.

18) Noi siamo già dentro la discarica del XXI sec.

6) Noi glorifichiamo le malattie sessuali, unici status simbol del XXI sec.
Record Label: Andrea Evangelisti

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Posted by on Mon, 19 Mar 2007 10:13:00 GMT